{"id":4758,"date":"2021-01-29T14:20:53","date_gmt":"2021-01-29T14:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4758"},"modified":"2021-01-29T14:20:54","modified_gmt":"2021-01-29T14:20:54","slug":"breve-biografia-di-rodrigo-rivas-intellettuale-cileno-esule-figlio-di-esuli-che-ha-trovato-la-sua-seconda-patria-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4758","title":{"rendered":"Breve biografia di Rodrigo Rivas, intellettuale cileno, esule figlio di esuli che ha trovato la sua seconda patria in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Rodrigo Rivas \u00e8 figlio di un esule catalano. Suo nonno, essendo antifascista, nel 1939, al termine della Guerra civile spagnola\u00a0 (1936-39) che vide la vittoria dei nazionalisti di Francisco Franco, si trasfer\u00ec a Santiago del Cile con tutta la sua famiglia, compreso il padre di Rodrigo. Proprio a Santiago del Cile, il 18 Aprile 1947, nacque Rodrigo.<\/p>\n<p>Rodrigo fa parte di una famiglia molto numerosa. Conosce ben poco dell\u2019origine della famiglia e di sua madre; i nonni materni, che purtroppo non ha conosciuto pare che fossero di origine colombiana. Una delle sue zie materne \u00e8 morta all\u2019Avana dove ha lasciato una figlia che adesso fa l\u2019artista. Un\u2019altra zia era a capo di un\u2019azienda acquistata dallo Stato ed alcuni dei suoi zii sono stati costretti a lasciare il Cile per motivi politici. Dei cugini materni sappiamo che, purtroppo, cinque o sei di loro sono morti durante i primi tre anni della dittatura di Pinochet (1973-90) in condizioni disumane. Rodrigo non ha avuto nemmeno la fortuna di conoscere i nonni paterni e anche degli zii paterni sa ben poco. Tra i cugini, Rodrigo ne ricorda uno col quale non ha avuto rapporti in quanto Generale dell\u2019esercito durante la dittatura e uno che faceva il calciatore e che \u00e8 morto proprio negli anni del regime.<\/p>\n<p>Rodrigo fa parte di una famiglia dove, in base a scelte politiche e culturali, ognuno prende strade diverse. I suoi genitori mettono al mondo otto figli e di questi, tra cui lui, in sei lasciano il Cile per vari motivi mentre due rimangono nella terra nat\u00eca.<\/p>\n<p>A soli 23 anni, il giovane Rodrigo si laurea in Scienze Politiche all\u2019Universit\u00e0 del Cile e viene eletto presidente della Federazione degli studenti del Cile. Siamo nel 1970, l\u2019anno in cui Salvador Allende, leader della coalizione di <em>Unidad Popular<\/em>, composta da socialisti, comunisti, cattolici di sinistra e radicali, diviene Presidente della Repubblica cilena con le elezioni del 4 Settembre.<\/p>\n<p>In questo periodo Rodrigo entra nel mondo del lavoro e diventa capo di una azienda statale; inoltre collabora con il Presidente Allende come consulente sui gruppi giovanili e questo gli d\u00e0 modo di conoscere abbastanza bene ed in maniera diretta il Presidente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che propone Allende per diminuire la povert\u00e0 del suo popolo \u00e8 innanzitutto portar sotto il controllo dello stato le risorse fondamentali ossia le miniere di cui il Cile \u00e8 ricco e fare una riforma agraria seria, per distribuire le terre ai contadini che sono privi, indennizzando i proprietari terrieri. In realt\u00e0 Allende non aveva mai puntato ad una statalizzazione totale dell\u2019economia, anzi, la linea di base era che le aziende rilevate dallo Stato fossero gestite da Collettivi di lavoratori organizzati. Per cui con l\u2019elezione di Allende inizia un grande processo innovativo a beneficio del popolo che porter\u00e0 <em>Unidad Popular<\/em>, con le elezioni parlamentari del marzo \u00a01973 ad avere il 46% dei consensi a fronte del 36% ottenuto nel 1970. Nel frattempo, Rodrigo, viene eletto deputato.<\/p>\n<p>Ma proprio nel 1973, precisamente l\u201911 Settembre avviene il Colpo di Stato da parte dei militari guidati dal generale Augusto Pinochet. Rodrigo non sempre dorme a casa, ma quel giorno s\u00ec e viene risvegliato alle 6:00 del mattino dagli aerei che sganciano le bombe sulla Moneda, il palazzo presidenziale. Alle 7.30 Rodrigo esce di casa e non vi far\u00e0 pi\u00f9 ritorno.<\/p>\n<p>Allende muore nella Moneda assediata e Pinochet assume il comando del Paese. Egli, in tempi brevi, consegna le miniere alle multinazionali, soprattutto statunitensi e canadesi, consegna tutte le fabbriche a privati e consegna giacimenti di minerali che fino ad ora non venivano sfruttati ai suoi parenti.<\/p>\n<p>In Cile vengono torturati e assassinati dai militari di Pinochet sindacalisti, contadini, studenti e sostenitori della sinistra. Per questo, Rodrigo, dopo il colpo di Stato, \u00e8 costretto a continuare la sua lotta politica nella clandestinit\u00e0, in quanto condannato a morte solo perch\u00e9, come abbiamo detto, da neolaureato era stato assunto come consulente del presidente Salvador Allende e quindi braccato dall\u2019Esercito e dalla polizia. Ma, la morte del padre, avvenuta durante una perquisizione della sua abitazione, lo spinge ad affrontare direttamente il regime militare; sar\u00e0 poi il timore di tradire gli amici sotto tortura che lo porter\u00e0 a chiedere asilo all\u2019ambasciata italiana, dalla quale, grazie all\u2019impegno diplomatico \u00e8 riuscito a raggiungere il nostro paese ed a rifarsi una vita.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, proprio come il padre, anch\u2019egli \u00e8 esule, ma esule cileno.<\/p>\n<p>Rodrigo arriva a Roma nel febbraio del 1974. Per circa un mese alloggia in un hotel insieme ad altri cileni. A marzo si reca a Milano per partecipare ad una manifestazione sul Vietnam. Alla fine di questa manifestazione gli si avvicina un signore che gli offre un lavoro ben retribuito presso la casa editrice Mazzotta. Rodrigo accetta con entusiasmo ed \u00e8 e sar\u00e0 grato per la vita a quel \u201csignore\u201d che, riconoscendogli il titolo di studio cileno, gli ha aperto la strada nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>In Italia Rodrigo trova anche l\u2019amore. Si sposa ed ha due figli.<\/p>\n<p>Nel 1988, Pinochet indice un plebiscito nazionalecol quale si sarebbe determinato se lo stesso Pinochet avesse dovuto estendere il suo Governo per altri otto anni, ossia fino al 1996. Egli, nell&#8217;intento di dare di se immagine di politico democratico autorizza tutti i cileni anche condannati a morte espatriati, a tornare in Cile per due settimane. Rodrigo quindi, anche se timoroso, torna nel suo Cile dopo ben 18 anni di assenza, per due settimane. Pinochet \u00e8 convinto che di vincere il plebiscito e invece grazie a una straordinaria mobilitazione popolare lo perde, per cui dopo un anno, il generale deve lasciare il Governo ed inizia per il Cile la non facile transizione verso la Democrazia.<\/p>\n<p>In Italia Rodrigo ha fatto diversi mestieri: redattore presso la casa editrice Mazzotta di Milano, direttore del Cespi (Centro Studi Politica Internazionale), direttore di Radio Popolare, insegnante universitario a Pavia e Milano, consulente del Ministero degli affari esteri per l\u2019America Latina, responsabile della programmazione sociale degli 8 comuni dell&#8217;Alto Tevere Umbro ed ha conseguito altre due lauree: la prima in Economia e Commercio presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano nel 1979 e la seconda in Scienze dell\u2019Informazione, conseguita nel 1995 a Roma.<\/p>\n<p>Giornalista professionista, scrittore ed economista, ha pubblicato una cinquantina di libri su politica ed economia internazionali , oltre ad aver insegnato in alcune Universit\u00e0 estere.<\/p>\n<p>In Italia ha fornito e fornisce tuttora un importante contributo alla crescita culturale e alla formazione di varie generazioni di giovani che hanno studiato e tutt&#8217;oggi studiano i suoi numerosi libri ed hanno beneficiato delle sue lezioni.<\/p>\n<p>Rodrigo \u00e8 sempre ben disponibile a parlare della sua esperienza di vita e noi studenti siamo molto interessati dai suoi racconti e dalle sue lezioni. Testimone delle atrocit\u00e0 che si sono verificate in Cile durante gli anni della dittatura, stupisce ed incanta quel suo modo pacato e coinvolgente di esporre i fatti. Nelle sue parole non ci sono rabbia e rassegnazione ma voglia di far conoscere ci\u00f2 che \u00e8 successo, in modo che non si ripeta mai pi\u00f9 in nessuna parte del mondo.<\/p>\n<p>Blog di Rodrigo dove leggere i suoi scritti, le sue analisi e le sue riflessioni: http:\/\/rodrigoandrearivas.com\u00a0<\/p>\n<p>Emiliano Barsotti classe 3 a afm a.s. 2020\/21<br \/>Attivit\u00e0 di Giornalismo partecipato per il Progetto America Latina<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rodrigo Rivas \u00e8 figlio di un esule catalano. Suo nonno, essendo antifascista, nel 1939, al termine della Guerra civile spagnola\u00a0 (1936-39) che vide la vittoria dei nazionalisti di Francisco Franco, si trasfer\u00ec a Santiago del Cile con tutta la sua famiglia, compreso il padre di Rodrigo. 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