{"id":4563,"date":"2020-04-27T16:49:36","date_gmt":"2020-04-27T16:49:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4563"},"modified":"2020-04-27T16:50:32","modified_gmt":"2020-04-27T16:50:32","slug":"gli-ultimi-della-lista-la-scuola-e-la-condizione-di-incertezza-dei-docenti-precari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=4563","title":{"rendered":"Gli ultimi della lista: la scuola e la condizione di incertezza dei docenti precari."},"content":{"rendered":"\n<p>Ora che la curva epidemica inizia a scendere, si comincia anche a parlare di riapertura: riprenderanno le loro attivit\u00e0 aziende ed industrie ma anche bar e ristoranti. \u00c8 invece quasi certo che si torner\u00e0 sui banchi di scuola soltanto a settembre. I media non si sono molto occupati della scuola in questi mesi di emergenza sanitaria, ed il governo ha prestato molta poca attenzione alla situazione che stiamo vivendo noi studenti insieme agli insegnanti. Alcuni articoli di giornale sono stati dedicati alla organizzazione dell\u2019esame di maturit\u00e0, considerata l\u2019unica priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo noi studenti, per\u00f2, ci sentiamo un po&#8217; dimenticati. In questi giorni \u00e8 passata completamente in secondo piano anche un\u2019altra questione molto importante: la situazione degli insegnanti e, in particolare, di quelli precari. In questi giorni di crisi, con la didattica a distanza, i docenti hanno continuato a lavorare ininterrottamente, modificando il loro metodo di insegnamento e di valutazione tenendo conto delle nuove dinamiche e delle nostre diverse esigenze: l\u2019orario delle lezioni \u00e8 stato ridefinito e anche le forme delle attivit\u00e0 proposteci sono state riadattate. Studiare e insegnare non \u00e8 semplice adesso. Ma per i circa 170mila precari, secondo le stime del quotidiano ilsole24ore.com, che vedranno il loro contratto scadere al termine di quest\u2019anno scolastico, tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019anno precedente si era finalmente deciso di bandire due concorsi, uno ordinario e l\u2019altro straordinario riservato a coloro che possiedono un\u2019anzianit\u00e0 di servizio di almeno tre anni, per immettere in ruolo un gran numero di insegnanti. Per poter essere immessi in ruolo, decine di migliaia di lavoratori a tempo determinato avrebbero dovuto sostenere i concorsi a fine maggio ma purtroppo, a causa della pandemia tuttora in corso, \u00e8 chiara l\u2019impossibilit\u00e0 dello svolgimento regolare delle prove secondo i tempi previsti. La Ministra dell\u2019istruzione Lucia Azzolina, che ha in pi\u00f9 occasioni affermato come ipotizzabile ritorno a scuola il mese di settembre per preservare la salute dei ragazzi, ha comunque intenzione di pubblicare in Gazzetta Ufficiale un bando che stabilirebbe l\u2019indizione delle prove gi\u00e0 per il luglio prossimo. Ma se noi studenti non possiamo di rientrare a scuola nemmeno per queste ultime settimane, perch\u00e9 \u00e8 permesso ai docenti di sostenere a luglio prove che riunirebbero in piccoli spazi centinaia di persone?<\/p>\n<p>Le contraddizioni nelle decisioni per la scuola sono davvero tante. Certamente \u00e8, per\u00f2, necessaria un\u2019immissione in ruolo dei docenti il prima possibile, poich\u00e9 \u00e8 ormai da troppo tempo che a migliaia di studenti non viene garantita la sicurezza sulla continuit\u00e0 del proprio percorso di studi. Cambiare insegnante ogni anno non permette allo studente di seguire con attenzione un determinato programma, il che crea, molto spesso, vuoti molto difficili da colmare. Come riportato da Tecnica della Scuola, un\u2019alternativa, proposta dai sindacati, potrebbe essere la realizzazione di una graduatoria in base ai titoli e agli anni di servizio; questa scelta eviterebbe il crearsi di assembramenti e non esporrebbe al rischio del contagio migliaia di insegnanti e le loro famiglie. Si tratterebbe inoltre di una soluzione capace di far risparmiare risorse economiche, che sono, adesso, cos\u00ec necessarie per colmare la disparit\u00e0 sociale determinata dalla \u201cscuola a distanza\u201d. I docenti, che in queste ore stanno studiando per il concorso e allo stesso tempo lavorando per svolgere al meglio il loro lavoro, sono moltissimi, e sono gli stessi che da anni lavorano a scuola, con uno stipendio minimo ma un dispendio di energie massimo e con competenza e preparazione non solo per i numerosi titoli di studio in loro possesso ma anche e soprattutto per l\u2019esperienza di insegnamento fatta nel corso di numerosi anni di scuola.<\/p>\n<p>\u00c8 urgente e necessario che i docenti precari abbiano certezza del loro futuro lavorativo e siano messi nelle condizioni di programmare il lavoro nelle loro classi. In tutti questi anni la loro condizione \u00e8 stata a lungo trascurata; adesso \u00e8 indispensabile che tutto questo cambi. Noi studenti siamo il futuro, ci\u00f2 che verr\u00e0, e la nostra corretta formazione, che \u00e8 danneggiata fortemente dalla condizione di precariet\u00e0 dei nostri insegnanti, dovrebbe essere la priorit\u00e0 di tutti, poich\u00e9 saremo noi giovani a costruire la societ\u00e0 del domani.<\/p>\n<p>Lucrezia Favilla (IB &#8211; liceo classico)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che la curva epidemica inizia a scendere, si comincia anche a parlare di riapertura: riprenderanno le loro attivit\u00e0 aziende ed industrie ma anche bar e ristoranti. \u00c8 invece quasi certo che si torner\u00e0 sui banchi di scuola soltanto a settembre. 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