{"id":2357,"date":"2018-05-04T13:19:12","date_gmt":"2018-05-04T13:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=2357"},"modified":"2018-06-15T04:36:16","modified_gmt":"2018-06-15T04:36:16","slug":"capitalismo-e-superuomo-di-massa-lubermensch-dei-nostri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=2357","title":{"rendered":"Capitalismo e Superuomo di massa: l\u2019\u00dcbermensch dei nostri tempi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2379\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Articolo-Antonelli-300x171.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Articolo-Antonelli-300x171.png 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Articolo-Antonelli-332x190.png 332w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Articolo-Antonelli.png 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201cMi pare che si possa affermare che molta sedicente <em>superumanit<\/em><em>\u00e0<\/em> nicciana ha come origine e modello dottrinale non Zarathustra, ma il Conte di Montecristo\u201d. Cos\u00ec Gramsci nel terzo dei suoi quaderni dal carcere dedicato a \u201cletteratura e vita nazionale\u201d; e cos\u00ec l\u2019incipit del saggio di Umberto Eco \u201cIl Superuomo di massa &#8211; Retorica e ideologia nel romanzo popolare\u201d.<\/p>\n<p>Il libro di Eco, che ha come presupposto la sopracitata \u201cidea fissa\u201d &#8211; cos\u00ec l\u2019autore la definisce &#8211; ci propone un quadro storico-letterario del romanzo popolare quale risultato di un\u2019indagine narratologica e semiologica il cui scopo \u00e8 l\u2019identificazione delle diverse <em>incarnazioni<\/em> del Superuomo. Eco ci accompagna in una trattazione che attraversa duecento anni di letteratura e che raccoglie e analizza personaggi ormai icastici dell\u2019occidente: dagli eroi dei romanzi di Eugene Sue, passando per il Conte di Montecristo, Arsenio Lupin, I Beati Paoli e i protagonisti dei romanzi <em>erotici<\/em> di Pitigrilli fino alla celebre creazione di Ian Fleming, James Bond. Ma chi, esattamente, \u00e8 il Superuomo? Il saggio di Eco non d\u00e0 al lettore una risposta; Eco \u00e8 un semiologo e non un sociologo. Dandone per scontata la definizione, Eco illustra i vari avatar <em>superumani<\/em> e traccia uno schema caratteristico della struttura narrativa dei romanzi in cui ricoprono il ruolo di protagonista. Svela gli intrighi topici e i contorni ricorrenti dell\u2019archetipo del romanzo popolare; si interessa di come la sua composizione debba legarsi alla fruizione del pubblico &#8211; che ha ormai assimilato le traversie ripetitive delle trame &#8211; e ci racconta di come i personaggi agiscano e interagiscano seguendo rigidi modelli. Tuttavia, sin dalle prime pagine, sostiene l\u2019assunto dell\u2019inseparabilit\u00e0 tra il tessuto sociale di un periodo storico e la sua produzione artistica, in questo caso letteraria. La sua analisi \u00e8 perci\u00f2 rivolta a quella che potremmo definire, con un termine <em>pesantemente<\/em> hegeliano, una Figura dello Spirito, l\u2019espressione culturale delle istanze di un\u2019epoca. L\u2019aspirazione di questo breve articolo \u00e8 invece, partendo sempre dal prezioso spunto narratologico di Eco, disfare le singole caratteristiche di questa Figura dello Spirito avvicinandoci tramite essa a un\u2019analisi della societ\u00e0 che le ha prodotte e che, come di seguito sar\u00e0 esposto, sta ancora producendo.<\/p>\n<p>Ma com\u2019\u00e8 il Superuomo? Il Superuomo \u00e8 prima di tutto bello, di statura imponente come il Conte di Montecristo; la sua forza fisica si raccoglie nello sguardo; gli occhi sono lo strumento con cui assoggetta chi lo circonda; il suo discorso \u00e8 ammaliante, gli fa ottenere dagli altri sempre ci\u00f2 che vuole, o con raffinati sofismi o con appena poche parole, cariche tuttavia della sua aurea di maestoso carisma; \u00e8 smodatamente, incommensurabilmente ricco, e il danaro \u00e8 infatti il veicolo della sua <em>Volont<\/em><em>\u00e0<\/em> <em>di Potenza<\/em>. A sintetizzare questa descrizione non c\u2019\u00e8 espressione migliore del proverbiale slogan di un dopobarba degli anni \u201980: questo <em>\u00dc<\/em><em>bermensch<\/em> \u00e8 \u201cl\u2019uomo che non deve chiedere, mai\u201d. Da quanto detto deriva l\u2019ultima caratteristica comune, la pi\u00f9 propriamente superomistica nell\u2019accezione nicciana del termine: in virt\u00f9 di quella loro potenza economica &#8211; che vediamo tradursi e manifestarsi nel loro aspetto &#8211; i Superuomini di massa agiscono al di l\u00e0 di ogni morale, di ogni legge, di ogni istituzione a cui invece sono sottoposti tutti che hanno attorno. Pur rimanendo gli eroi \u201cpositivi\u201d dei loro romanzi: Montecristo \u00e8 un assassino in cerca di vendetta, Lupin \u00e8 un ladro, Vathek praticamente un satanista, i personaggi di Pitigrilli dei maniaci sessuali e Bond fa parte di quella <em>chosen few<\/em> di agenti 00 autorizzati ad uccidere.<\/p>\n<p>\u201cSono il re della creazione, mi piace un luogo, vi resto; me ne annoio parto, sono libero come gli uccelli, ho ali come quelli. La mia giustizia \u00e8 tutta personale\u2026 ah! se poteste gustare la mia vita, non ne vorreste altra e non rientrereste gi\u00e0 mai nel mondo.\u201d Cos\u00ec si descrive il protagonista di quel libro che, alla luce di quanto detto, potrebbe intitolarsi \u2018Cos\u00ec parl\u00f2 Montecristo\u2019. Libert\u00e0, vendetta, giustizia, divinit\u00e0: sono queste le parole che tornano pi\u00f9 volte nei discorsi del Conte, parole note solo a quegli uomini \u201cche il Signore colloc\u00f2 al di sopra degli altri\u201d degli \u201cesseri eccezionali\u201d, gli unici non in catene e che possono ci\u00f2 che vogliono. Il ricorrere a un\u2019idea di morale aristocratica, di libert\u00e0 elitaria, di giustizia violenta \u00e8 quello che permette di confrontarsi col Nietzsche della \u201cGenealogia della Morale\u201d, testo in cui \u00e8 teorizzata ed esposta la <em>moralit<\/em><em>\u00e0<\/em> <em>del signore<\/em>. Chi per primo ha decretato cosa \u00e8 moralmente buono? \u201c[\u2026] Sono stati i nobili, i potenti, gli uomini di condizione superiore e di elevato sentire ad aver avvertito e determinato se stessi e le loro azioni come buoni\u201d, sono i \u201cmallevadori\u201d di loro stessi, i soli liberi, i soli capaci di dire s\u00ec alla vita, i soli tanto forti da poter giustiziare e graziare, vendicare e perdonare, dare e togliere: i padroni del mondo. La loro pura e nobile giustizia \u00e8 per i deboli l\u2019oppressione e la schiavit\u00f9; cos\u00ec gli ultimi tra gli uomini, per invidia e risentimento, hanno creato la loro morale ascetica e la loro giustizia stantia, a cui i Signori sono estranei.<\/p>\n<p>Siamo finalmente arrivati al punto di poter dire questo: se \u00e8 vero che ogni era ha i suoi eroi, il Superuomo di massa \u00e8 l\u2019eroe del capitalismo. Ma come pu\u00f2 l\u2019eroe del capitalismo &#8211; e perci\u00f2 della borghesia e del sistema &#8211; essere cos\u00ec anti-istituzionale? Pu\u00f2 aiutarci nella risposta quello che dice l\u2019economista austriaco J. A. Schumpeter nel saggio \u201cSociologia dell\u2019imperialismo\u201d &#8211; quale evento infatti \u00e8 stato pi\u00f9 retoricamente superumano dell\u2019imperialismo coloniale? &#8211; in cui descrive la societ\u00e0 capitalista, responsabile del colonialismo, intrisa di \u201cistinti di lotta e idee di supremazia maschile\u201d, una societ\u00e0 in cui valori guerrieri e cavallereschi vengono risemantizzati in ambito economico. La battaglia ad arma bianca diventa quella in borsa, e il vincitore di questa nuova guerra, ovviamente uomo, torna a essere carico delle virt\u00f9 del guerriero: \u00e8 forte, superiore, ardito, ha tutto e subito. Il rinnovato e imperante machismo trova sfogo in questi valori, condivisi da un\u2019estetica della forza e da un\u2019etica dell\u2019economia, per cui chi \u00e8 ricco vince, chi vince \u00e8 forte e logicamente chi \u00e8 forte e ricco.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che non essendo ancora usciti da quel tipo di schema socio-economico si continuino a produrre eroi di massa di questo tipo. Non stupisca il successo di personaggi come Jordan Belfort di \u201cThe Wolf of Wall Street\u201d, Bruce Wayne della serie di Batman (il cavaliere oscuro), e infine proprio lui, lo sfumatissimo Mr Grey. Tutti un po\u2019 perversi, amabilmente fuori legge, ma soprattutto ricchi. Se come ci insegna Eco la topica della letteratura \u00e8 frutto della societ\u00e0 in cui viviamo, non siamo troppo lontani dall\u2019Ottocento.<\/p>\n<p>Lorenzo Antonelli (IIIA)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMi pare che si possa affermare che molta sedicente superumanit\u00e0 nicciana ha come origine e modello dottrinale non Zarathustra, ma il Conte di Montecristo\u201d. 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