{"id":1958,"date":"2018-01-08T12:23:00","date_gmt":"2018-01-08T12:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1958"},"modified":"2018-01-13T20:00:56","modified_gmt":"2018-01-13T20:00:56","slug":"tutto-in-una-notte-la-storia-di-un-sonnambulo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1958","title":{"rendered":"Tutto in una notte: la storia di un sonnambulo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1959\" aria-describedby=\"caption-attachment-1959\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1959\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/storia-di-un-sonnambulo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/storia-di-un-sonnambulo-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/storia-di-un-sonnambulo-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/storia-di-un-sonnambulo-768x768.jpg 768w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/storia-di-un-sonnambulo-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1959\" class=\"wp-caption-text\">Credits immagine: Gianluca Pullia<\/figcaption><\/figure>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Non mi ricordo niente di cosa ho fatto davvero quella notte&#8230; ricordo solo di aver visto la neve. Scendeva gi\u00f9 dal cielo e sembrava una magia, un bellissimo sogno dal quale nessuno vorrebbe mai pi\u00f9 svegliarsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Dopo una lunga giornata di lavoro, arrivai a casa tardi e, distrutto dalla stanchezza, mi accoccolai nel mio letto facendomi cullare dai rumori notturni della citt\u00e0 di Sana&#8217;a in cui vivevo e vivo tutt&#8217;ora. I clacson delle macchine, le televisioni accese, le coppie di giovincelli che nel cuore della notte scappano in fuga d&#8217;amore, i piccoli ladri che rubano i portafogli alla gente che cammina per strada, i motorini che rombano, gli amici che s&#8217;incontrano gi\u00f9 nel quartiere e incominciano a parlare senza preoccuparsi dell&#8217;ora o che devono tornare a casa a sfamare i loro bambini; tutto ci\u00f2 fece calare dolcemente le mie palpebre e, piano piano, mi addormentai nella pi\u00f9 grande serenit\u00e0, rara per un uomo come me.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Lo sbuffo di una ventata gelida mi attravers\u00f2 la schiena e mi avvolse letteralmente tutto il corpo. Mi alzai dal letto; tutto era strano, ma la situazione mi sembrava reale, come dentro ai sogni. Faceva talmente freddo da farmi stringere le braccia per farmi calore, mentre i miei denti sbattevano, consumandosi per la velocit\u00e0 con cui si colpivano gli uni contro gli altri. Era notte e pensai di uscire a guardare il cielo per riprendere sonno, cos\u00ec mi misi il cappotto e uscii ma, quando andai fuori, si prospett\u00f2 davanti a me uno spettacolo ancor migliore delle stelle: la neve. Era un miracolo che invadeva occhi, corpo, anima, mente riempiendomi di una gioia immensa. Non l&#8217;avevo mai vista fino ad allora; era cos\u00ec piccola e umida, mi inzuppava il naso facendomi sorridere. Aprii la bocca e tirai fuori la lingua facendoci cadere qualche fiocchetto e lo ingoiai: era fredda, da far gelare stomaco e meningi. Mi incamminai per le vie della citt\u00e0 guardando le strade, i palazzi, i cartelli: tutto quello che avevo intorno a me si tingeva di bianco. Con i piedi nudi toccavo il suolo sentendo il tenero gelo di quei piccoli fiocchi che invadevano la strada. A un certo punto si erse davanti a me una scala bianca che sembrava vapore e, quando arrivai in cima, vidi ormai imbiancata tutta la citt\u00e0. Era una vista da togliere il fiato: la citt\u00e0 sembrava avvolta da un manto di magia miracoloso che cadeva gi\u00f9 dal cielo. <\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Questo mi riport\u00f2 alla memoria le palline in cui, quando le scuoti, cade la neve, s\u00ec, s\u00ec proprio quelle!!! Le ricordai perch\u00e9, guardandomi attorno, quella notte, mi sembrava di trovarmici dentro. Ero emozionato, la ragione aveva lasciato lo spazio alla felicit\u00e0 immensa che provavo in quel momento e incominciai a urlare: \u201cNeve,neve!!!\u201d Tesi l&#8217;orecchio riascoltando l&#8217;eco delle mie parole \u201c&#8230;neve&#8230;neve&#8230;\u201d. Non mi preoccupavo che qualcuno mi sentisse, o che si svegliasse a causa mia nel cuore della notte perch\u00e9 io vivevo in quel sogno, ne ero il re ed ero felice. Questa era una notte magica in cui tutto era accaduto e poteva accadere, ma era solo un sogno. Dopo questi pensieri un senso di vuoto. Il giorno dopo mi svegliai a casa mia nel mio letto dalla parte dove ho davanti un quadro chiamato \u201cNeve\u201d. Lo avevo comperato anni fa in un negozio dell&#8217;antiquariato e me ne ero subito innamorato: il bianco candido di quel paesaggio mi aveva rapito allora esattamente come era successo nel sogno. Capii subito che la neve era stata frutto della mia fantasia, un desiderio profondo della mia anima che non riusciva a colmarsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;\">Niente era stato reale, ma era stato incantevole, come essere stati dentro una favola. Erano le 4 e 30 del mattino, lo so perch\u00e9 guardai l&#8217;orologio. Era ancora buio, ma si scorgevano le prime sfumature dell&#8217;aurora. Accesi la televisione ed era in onda il primo telegiornale mattutino. Non vi dir\u00f2 niente, se non le prime parole che udii :\u201c&#8230;nel quartiere in ristrutturazione nel cuore della notte, un uomo \u00e8 salito in cima ad una gru. Non ci sono feriti&#8230;\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mi chiamo Saneer e ho 21 anni. Vivo a Sana&#8217;a nello stato dello Yemen e questa \u00e8 stata la notte in cui capii di essere sonnambulo&#8230; <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non mi ricordo niente di cosa ho fatto davvero quella notte&#8230; ricordo solo di aver visto la neve. Scendeva gi\u00f9 dal cielo e sembrava una magia, un bellissimo sogno dal quale nessuno vorrebbe mai pi\u00f9 svegliarsi. 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