{"id":1807,"date":"2017-12-13T16:03:44","date_gmt":"2017-12-13T16:03:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1807"},"modified":"2017-12-13T19:08:07","modified_gmt":"2017-12-13T19:08:07","slug":"i-giovani-e-il-pensiero-computazionale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1807","title":{"rendered":"I giovani e il pensiero computazionale"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della quindicesima edizione del Pisa Book Festival, Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio, in un incontro dal titolo <em>Programmare la scuola del futuro<\/em>, hanno presentato il loro libro\u00a0<em>Il pensiero computazionale dagli algoritmi al coding<\/em>, rivolgendosi soprattutto ai giovani.<\/p>\n<p>Il libro raccoglie una serie di lezioni corredate da altrettanti esercizi che si propongono come obiettivo quello di accrescere l\u2019abilit\u00e0 di discutere e organizzare la soluzione di un problema attraverso algoritmi e coding, due procedimenti fra loro complementari. Il primo teorico e il secondo operativo, entrambi i procedimenti ci consentono di gestire grandi quantit\u00e0 di dati di fronte a eventi di qualsiasi natura, per esempio mentre facciamo la spesa e dobbiamo pensare contemporaneamente a gusti, budget economico, ricette, o a ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 in dispensa.<\/p>\n<p>Questi due procedimenti fanno parte di quello che \u00e8 chiamato il <em>pensiero computazionale<\/em>, un processo mentale molto efficace che noi tutti possiamo e dobbiamo imparare ad acquisire al pi\u00f9 presto, in quanto consente di\u00a0risolvere\u00a0problemi seguendo metodi e strumenti specifici, e che \u00e8 in sostanza la capacit\u00e0 di pianificare una strategia per superare una difficolt\u00e0; rendere proprio questo tipo di ragionamento pu\u00f2 portarci a diventare pi\u00f9 originali e meno ripetitivi.<\/p>\n<p>\u201cUno dei maggiori rischi del pensiero computazionale \u00e8 l\u2019uso politico che ne pu\u00f2 derivare; diventare schiavi non tanto degli algoritmi ma di chi li crea \u00e8 un passo facile da fare\u201d, afferma il professor Luccio e, proprio a questo proposito, dice che sta diventando per noi stessi sempre pi\u00f9 necessario acquisire questo tipo di ragionamento, anche solamente per essere pi\u00f9 consapevoli mentre usiamo social network e piattaforme di shopping online, che riescono a indirizzarci verso una data offerta o orientamento senza che noi ce ne rendiamo conto.<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019incontro, il professor Luccio ha risposto ad alcune domande.<\/p>\n<ul>\n<li>In poche battute, che cos&#8217;\u00e8 il pensiero computazionale? Perch\u00e9 secondo lei a oggi \u00e8 importante conoscerne i meccanismi?<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cIl pensiero computazionale \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 di discutere e organizzare la soluzione di un problema &#8211; procedimento chiamato algoritmo &#8211; e poi trasferire e trasformare la struttura creata in un programma, cio\u00e8 in azioni materiali che una macchina pu\u00f2 eseguire; quest\u2019ultimo \u00e8 un procedimento pi\u00f9 operativo che mette in atto le mosse teorizzate con l&#8217;algoritmo e prende il nome di coding\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>Viviamo in un&#8217;epoca in cui il tempo \u00e8 una risorsa sempre pi\u00f9 percepita come sempre pi\u00f9 rara; lei pensa che imparare a usare algoritmi e coding possa aiutarci a ovviare alla &#8216;mancanza di tempo&#8217;?<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cCapire il procedimento algoritmico e la sua utilit\u00e0 risulta sempre pi\u00f9 indispensabile per acquisire pi\u00f9 velocemente maggiore consapevolezza dei mezzi usati da molte aziende a scopo esclusivamente commerciale; acquisire la consapevolezza di una logica computazionale ci pu\u00f2 consentire di non diventare schiavi dei mezzi elettronici che abbiamo d&#8217;intorno. Per accrescere le proprie capacit\u00e0 di problem solving e reagire velocemente in determinate situazioni pu\u00f2 essere, in termini di &#8216;risparmio&#8217; di tempo, molto utile costruire il codice dall\u2019algoritmo, ossia fare coding\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>Si sente spesso parlare di Big Data e algoritmi che controllano le nostre scelte, per esempio sui social network o sulle piattaforme di shopping online. La domanda che sorge spontanea \u00e8: se gli algoritmi ci controllano, chi controlla gli algoritmi? E, a questo proposito, c&#8217;\u00e8 il rischio che il nuovo conflitto mondiale possa avere origini matematiche?<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cUno dei maggiori rischi quando si ha a che fare con algoritmi \u00e8 l\u2019uso politico che ne pu\u00f2 derivare; diventare schiavi non tanto degli algoritmi ma di chi li crea \u00e8 un passo facile da fare e si prospetta sempre pi\u00f9 necessario regolamentare la creazione di algoritmi, affinch\u00e9 questi non diventino il mezzo per raccogliere dati personali che hanno come primo e unico obiettivo quello di vendere prodotti o orientare il cliente verso una data offerta.\u00a0Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, \u00e8 difficile dare una risposta; ci\u00f2 che \u00e8 sicuro \u00e8 che sembra sempre pi\u00f9 impellente la costituzione di regole precise che determino la gestione di queste informazioni, per evitare probabili conflitti\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li>Lei \u00e8 uno dei padri dell&#8217;algoritmica italiana, com&#8217;\u00e8 nata la sua passione per gli algoritmi?<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201cDopo essermi laureato in ingegneria, \u00e8 grazie all\u2019entusiasmo e alla lungimiranza di alcuni professori che ho cominciato a interessarmi di algoritmica; questi\u00a0avevano capito che il mondo stava andando verso quell\u2019orientamento, io mi sono appassionato al tema e da quel momento non ho mai smesso di metterlo al centro dei miei studi e delle mie ricerche\u201d.<\/p>\n<p>In occasione del progetto <em>Pianeta Galileo<\/em> \u00e8 stato chiesto ad alcuni classi liceali di realizzare un video o una quarta di copertina sul testo presentato dai due autori. Ci piacerebbe molto se, nei prossimi mesi, grazie al progetto, questo tema potesse essere pi\u00f9 conosciuto e diventare oggetto di interesse di altri studenti pisani.<\/p>\n<p>A cura di <em>Cecilia Barachini<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1807 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?attachment_id=1899'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Unknown-2-150x150.jpeg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?attachment_id=1898'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Paolo-Ferragina-350x185-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-1898\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1898'>\n\t\t\t\tPaolo Ferragina\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?attachment_id=1896'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/luccio-02-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-1896\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-1896'>\n\t\t\t\tFabrizio Luccio\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della quindicesima edizione del Pisa Book Festival, Paolo Ferragina e Fabrizio Luccio, in un incontro dal titolo Programmare la scuola del futuro, hanno presentato il loro libro\u00a0Il pensiero computazionale dagli algoritmi al coding, rivolgendosi soprattutto ai giovani. 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