{"id":1771,"date":"2018-01-08T12:00:27","date_gmt":"2018-01-08T12:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1771"},"modified":"2018-03-26T09:27:46","modified_gmt":"2018-03-26T09:27:46","slug":"la-nostra-storia-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/?p=1771","title":{"rendered":"La Nostra Storia &#8211; parte 1"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2014\" aria-describedby=\"caption-attachment-2014\" style=\"width: 457px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2014 \" src=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG-20180112-WA0003-e1515784891153-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"457\" height=\"303\" srcset=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG-20180112-WA0003-e1515784891153-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG-20180112-WA0003-e1515784891153-768x510.jpg 768w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG-20180112-WA0003-e1515784891153-1024x680.jpg 1024w, http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG-20180112-WA0003-e1515784891153.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2014\" class=\"wp-caption-text\">Autrice del disegno: Alessandra Mosca<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Ci\u00f2 che sto per raccontare \u00e8 accaduto un po&#8217; di tempo fa. In verit\u00e0 credo che ormai sia passato almeno un anno da quando la mia vita ha avuto una grande svolta, come quella di tutti gli altri esseri umani presenti sulla Terra, d&#8217;altronde. In realt\u00e0 avrei voluto che qualcun altro scrivesse di questi avvenimenti, non io. Io non sono mai stato particolarmente dotato per la scrittura, quella dotata \u00e8 sempre stata \u201clei\u201d. Infatti l&#8217;avr\u00f2 pregata almeno mille volte di scrivere un racconto su quello che \u00e8 diventata la nostra comunit\u00e0, un racconto in cui narrasse la nostra storia, la storia di tutti noi. Ma alla fine dopo mille scuse lei mi ha detto: &#8211; Se ci tieni tanto che qualcuno racconti la nostra storia e ci\u00f2 che siamo, perch\u00e9 non lo fai tu?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Cos\u00ec ho deciso di provarci. Noi siamo&#8230; in realt\u00e0 \u00e8 molto complicato da spiegare. Molti ci definiscono \u201cInfetti\u201d o \u201cContaminati\u201d, queste parole per\u00f2 creano una grande confusione. Non posso e non voglio negare che noi siamo diversi, ma non siamo come i vampiri o i lupi mannari nelle storie di paura che si raccontano ai bambini. Noi non possiamo infettare la gente, al massimo alcuni di noi possono possedere i corpi delle persone (ad esempio imprigionando le loro anime in qualche modo) ma non arriviamo a poter fare di pi\u00f9 e sarei disposto a giurarlo.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Noi vorremmo poterci definire \u201cdemoni\u201d ma non \u00e8 il termine esatto. I \u201cveri demoni\u201d sono ormai rarissimi, ed ogni volta che ci trovano non esitano a chiamarci \u201cmezzi-sangue\u201d, o \u201cmezzi-umani\u201d. Noi ci definiamo \u201cmezzi demoni\u201d, ibridi, per met\u00e0 umani, per met\u00e0 demoni. In moltissimi ci odiano ma fortunatamente i pochi umani e demoni che fanno parte del nostro gruppo ci rispettano.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Perch\u00e9 la gente ci odia? Pregiudizi, per lo pi\u00f9. Alcuni demoni ci odiano perch\u00e9 noi abbiamo anche sangue umano nelle vene, quindi siamo deboli come umani. Insomma, qualunque umano \u00e8 debole davanti a un demone di conseguenza per un mezzo demone non c&#8217;\u00e8 differenza. Gli esseri umani invece ci odiano perch\u00e9 non possono capire cosa siamo realmente, per loro siamo semplici demoni tutti uguali, tutti nemici sanguinari da sterminare. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">In realt\u00e0 \u00e8 proprio per questo che, qualche secolo fa, chiunque avesse sangue demoniaco nelle vene scomparve. Da quel poco che so accadde che il numero di umani stava aumentando drasticamente rispetto ai demoni, cos\u00ec essi capirono che per la loro generazione non c&#8217;era pi\u00f9 speranza, e che se volevano vendicarsi degli umani avrebbero dovuto trovare uno stratagemma per le generazioni future. I pi\u00f9 stupidi morirono combattendo, mentre i pi\u00f9 saggi e potenti si riunirono in consiglio, discussero a lungo, e presero una decisione. Completati i preparativi per il loro piano, si unirono ai combattimenti, e per noi morirono da eroi. Voglio dire, noi non esisteremmo, se non fosse stato per loro. Il loro piano era permettere alle loro aure, con un incantesimo, di restare sulla Terra, una volta che i loro corpi morti sarebbero stati cremati (come allora usavano fare gli umani con i demoni in modo che essi non si reincarnassero, secondo una credenza ancor pi\u00f9 antica di quei tempi), cos\u00ec da coprire quelle dei futuri demoni e di \u201csopirle\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Forse per\u00f2 \u00e8 meglio iniziare \u201cdall&#8217;incidente\u201d del 14 marzo del 2018 (tenete in conto che io sto scrivendo tutto questo nel 2019).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Molti la chiamano \u201cMorte-Vita\u201d, un&#8217;onda d&#8217;urto gigantesca proveniente da una citt\u00e0 morta del Giappone, che quel giorno avvolse l&#8217;intero pianeta. Non provoc\u00f2 alcuna morte. Dopo una settimana, tutti avevano iniziato a pensare che l&#8217;onda non avesse avuto alcun impatto sul pianeta. Si sbagliavano. Iniziarono a succedere fatti strani. Ragazzi, bambini ed adulti iniziarono ad avere poteri sovrannaturali, cos\u00ec furono portati in laboratori di ricerca. Troppe persone erano demoniache, ma ognuna di esse fu portata via. Per gli animali non si facevano alcun problema, li uccidevano e basta se mostravano di essere demoniaci o veri e propri demoni di basso rango. Iniziammo a nascondere i nostri poteri, o a nasconderci noi stessi.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Io e mia sorella scoprimmo presto ci\u00f2 che siamo. Lei era molto simile a me per quanto concerne l&#8217;aspetto fisico: avevamo entrambi la pelle abbastanza chiara, e capelli neri che portavamo corti; ma i suoi occhi erano diversi dai miei, erano occhi rossi, simili a sangue appena sgorgato da una ferita aperta.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Credevamo di essere mezzi-demoni. All&#8217;epoca non sapevamo che razza di demoni eravamo, e neanche ci interessava: eravamo orfani, e non potevamo permetterci di farci scoprire, quindi ci sforzavamo disperatamente di sembrare normali. A volte c&#8217;erano attimi in cui perdevamo il controllo, ma ci bastava raggomitolarci in un angolo, e finiva tutto l\u00ec. Almeno per Sheila, mia sorella. Per me funzion\u00f2 per poco tempo. Non sapevo perch\u00e9, ma il mio demone era assetato di sangue, ed io stavo arrivando al mio limite. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">In quel periodo l&#8217;edificio scolastico dell&#8217;orfanotrofio era crollato, cos\u00ec ci spostavamo ogni mattina in un edificio che ospitava tre scuole e l\u00ec ci veniva lasciata qualche aula vuota per fare lezione. Un giorno andammo a fare educazione fisica in cortile, ed incontrammo una classe del posto. Mentre correvo, avevo preso ad osservare gli studenti uno per uno, incuriosito. Una ragazza particolare cattur\u00f2 la mia attenzione: aveva un&#8217;aura strana, che non avevo mai percepito prima, ed era anche bellissima. La stavo osservando quando sbattei contro qualcosa, o meglio, qualcuno.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">&#8211; Ehi voi due! Si pu\u00f2 sapere dove stavate guardando!?<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Ero un po&#8217; stordito ma riaprii gli occhi in fretta per capire meglio cosa stava succedendo: davanti a me c&#8217;era un ragazzo di bassa statura con capelli castani e occhi marroni, e vicino a lui c&#8217;era una professoressa che sembrava essere n\u00e9 troppo vecchia n\u00e9 troppo giovane e gli stava dicendo:- Santo cielo, Art\u00f9! Come credi di poter partecipare al campionato nazionale se ti alleni in questo modo!? Quando corri guarda davanti a te!<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; vertical-align: baseline;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">&#8211; SVEGLIA! Sto parlando con te, signorino!<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">In quell&#8217;esatto momento mi accorsi che la mia professoressa mi stava parlando, chiss\u00e0 da quanto tempo&#8230; Le due professoresse ci fecero alzare, ci fecero scusare a vicenda per l&#8217;inconveniente, si scusarono fra di loro per la mancata attenzione ed ogni classe torn\u00f2 al suo programma.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Mentre eravamo seduti ad ascoltare la professoressa che ci spiegava come fare un esercizio, sentii una voce che mi chiamava: &#8211; Ehi Gray! &#8211; a parlare era stato un ragazzo paffuto e grassottello che non conoscevo molto \u2013 Ehi!- continu\u00f2 sussurrando, &#8211; Andiamo Gray, sono io, Ciccio!- e cos\u00ec dicendo mi si avvicin\u00f2 senza farsi vedere dalla professoressa:- Ti ho visto che guardavi una ragazza! Ti piace vero? Sei innamorato di lei? &#8211; lo disse come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, il che mi fece imbarazzare abbastanza da arrossire, dal momento che non mi era mai successo di prendere una cotta. Decisi di essere sincero e cos\u00ec gli dissi: &#8211; \u00c8 molto bella ma non sono sicuro di esserne innamorato, voglio dire, non la conosco neanche!<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">&#8211; D&#8217;accordo, d&#8217;accordo, come vuoi. &#8211; replic\u00f2 Ciccio, con un occhiolino che mi fece arrossire ancora di pi\u00f9 \u2013 Per\u00f2 volevo solo avvertirti. Il tipo con cui ti sei scontrato, quello bassetto, stava guardando anche lui quella ragazza quando vi siete scontrati! Io non insister\u00f2, volevo solo informarti. Ricordati che sono anche in classe insieme, comunque.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Ora, all&#8217;epoca, non conoscevo ancora il potere dell&#8217;amore, per cui non capii perch\u00e9 le parole di Ciccio mi misero addosso un&#8217;ansia ed una rabbia tale, e subito guardai la classe, che era a pochi metri di distanza, per accertarmi di ci\u00f2 che il mio compagno mi aveva comunicato, e vidi. Le persone che separavano quella bellissima ragazza da quel ragazzo, che in quel momento avrei volentieri insultato, erano all&#8217;incirca otto, e mettevano un bella distanza fra i due; tuttavia per ragioni che in quel momento non comprendevo, mi sembr\u00f2 che fosse una distanza totalmente inadeguata. Stavo per elaborare una qualche sorta di piano per farli allontanare ancora di pi\u00f9, quando d&#8217;improvviso sussultai. Sentii un dolore fin troppo familiare al petto, e chiesi alla professoressa se potevo andare in bagno perch\u00e9 mi sentivo male. Mi parve di percorrere la distanza che mi separava dal bagno in un&#8217;eternit\u00e0. Una volta dentro alzai la testa e mi guardai allo specchio, fra una fitta di dolore e l&#8217;altra. In condizioni normali sarei stato un ragazzo con un aspetto come minimo decente, ma in quel momento pensai di essere la persona pi\u00f9 brutta del pianeta: con i capelli neri arruffati e appiccicati alla fronte sudata, e il viso che si contraeva in smorfie di dolore. Per non parlare poi dei miei occhi, verdi, mia sorella mi aveva sempre detto che sembravano smeraldi, ma io li vedevo riflessi in quello specchio, con un&#8217;espressione impaurita, di una persona incapace di controllare una maledizione che ha dentro; in uno di essi, il verde aveva cancellato iride e pupilla, andando ad occupare anche lo spazio che di norma sarebbe stato bianco. Sentivo dentro di me la mia aura demoniaca che stava crescendo: ero nel panico. E in quel panico restai fermo, con uno sforzo gigantesco, concentrandomi sul perch\u00e9 non potevo lasciare il mio demone libero, sul perch\u00e9 non potevo suicidarmi e lasciar perdere quella vita che sembrava non avere nulla da offrirmi: Sheila. Fino a quel momento mia sorella era stata la mia unica motivazione di vita, la mia dolce sorellina, avevo sempre cercato di darle il meglio, le avevo sempre fatto non solo da fratello, ma anche da padre. Per\u00f2 adesso vedevo un&#8217;altra ragione per non lasciare questo mondo: quella ragazza bellissima. In quel momento sentii che c&#8217;era una nuova luce di speranza che si accendeva in me, la speranza dell&#8217;amore, quel sentimento che non pu\u00f2 mai cambiare, se vero, quel sentimento che rimane costante anche se non ricambiato, quel sentimento eterno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Fine parte 1<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;\">Alys<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">&gt;&gt; <a href=\"http:\/\/www.rapsodiaonline.it\/2018\/01\/08\/rubriche\/la-nostra-storia-indice-delle-puntate\/\">INDICE DELLE PUNTATE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che sto per raccontare \u00e8 accaduto un po&#8217; di tempo fa. In verit\u00e0 credo che ormai sia passato almeno un anno da quando la mia vita ha avuto una grande svolta, come quella di tutti gli altri esseri umani presenti sulla Terra, d&#8217;altronde. 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