Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, Pisa è stata attraversata da due grandi manifestazioni pro Palestina, che hanno portato in piazza migliaia di persone. Con circa 5000 partecipanti il 22 settembre e almeno 10000 il 3 ottobre, si è trattato di una mobilitazione di dimensioni straordinarie, come, a detta di chi le ha vissute, non se ne vedevano almeno dagli anni ‘90. Un coinvolgimento ampio e spontaneo, che ha riportato l’attenzione sulla volontà di fermare il genocidio in atto, dimostrando quanto il tema Palestinese sia percepito come vicino e urgente.
Lunedì 22 settembre un corteo di circa 5000 persone, organizzato dall’Unione Sindacale di Base e dai collettivi studenteschi è partito da piazza XX Settembre, simbolicamente rinominata Piazza Gaza, e, dopo un giro dei Lungarni, ha attraversato Corso Italia e Piazza Vittorio Emanuele, dirigendosi verso la Sesta Porta. Dopodiché, la manifestazione ha continuato verso l’aeroporto, passando per lo svincolo della FI-PI-LI e, perciò, bloccando il traffico veicolare. Infine il corteo, ritornato in piazza XX Settembre, si è sciolto pacificamente.
La partecipazione è stata ampia e diffusa non solo a persone facenti parte di sindacati o collettivi: studenti medi, universitari, insegnanti, famiglie, lavoratori, uniti da un sentimento condiviso di vicinanza e solidarietà verso il popolo Palestinese.
Venerdì 3 ottobre, anche a seguito della cattura in acque internazionali della Global Sumud Flotilla, un secondo corteo ha solcato le vie del centro, partendo nuovamente da Piazza XX Settembre, procedendo verso l’Aurelia; la manifestazione ha poi proseguito lungo la FI-PI-LI, per poi di fatto sciogliersi davanti al casello di Pisa Centro. Da lì, un gruppo di manifestanti ha proseguito lungo l’autostrada, e, arrivato all’aeroporto Galileo Galilei, ha occupato la pista.
Un gesto forte, che si è aggiunto alle varie occupazioni della stazione di Pisa Centrale e di vari poli universitari, tra cui il Rettorato e la Scuola Normale, e di tante scuole cittadine, e che ha mostrato una città sensibile al tema e volenterosa di trasformare la solidarietà in azione concreta. Una risposta in aperto contrasto con la linea istituzionale italiana, che, mentre la popolazione manifesta a gran voce per chiedere giustizia per il popolo Palestinese, continua a mantenere rapporti commerciali, politici e militari con israele, legittimando di fatto l’apartheid portato avanti dallo stato sionista e le sistematiche violazioni dei diritti umani.
Dario Paiotta (classe 3C – liceo classico)

Lascia un commento